Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Quando il quartiere pensava di essersi finalmente lasciato alle spalle il problema, il suono è tornato. Forte, improvviso e soprattutto all’alba. Questa mattina, poco dopo le 5.30, alla Cona diversi residenti sono stati nuovamente svegliati dall’allarme che già nei giorni scorsi aveva provocato proteste e segnalazioni.
La vicenda era stata raccontata da noi lo scorso 5 agosto, dopo una notte particolarmente movimentata, con l’allarme scattato alle 1.40 e poi ancora alle 1.42. Due episodi ravvicinati che avevano interrotto il sonno di numerose famiglie e riacceso una questione che, secondo gli abitanti della zona, andrebbe avanti da tempo.
I residenti avevano denunciato attivazioni sia durante il giorno sia nelle ore notturne, chiedendo una soluzione definitiva e valutando anche la possibilità di rivolgersi formalmente alle autorità competenti qualora il problema fosse proseguito. Dopo quelle segnalazioni era intervenuto il vice commissario della Polizia Locale Vincenzo Calvarese, che aveva affrontato la situazione insieme ai vertici Enel. Tutto lasciava pensare che il problema fosse stato risolto.
La tregua, però, è durata poco. Alle 5.30 di questa mattina il quartiere ha infatti ricevuto una nuova, poco gradita, “sveglia elettrica”. Un episodio che torna inevitabilmente a sollevare interrogativi, soprattutto dopo le criticità che negli ultimi tempi hanno interessato la rete elettrica in diverse zone del territorio comunale.
L’ironia dei residenti lascia ormai spazio all’esasperazione. Dopo segnalazioni, interventi e rassicurazioni, resta una domanda semplice: chi deve intervenire perché il problema venga eliminato una volta per tutte? Perché alla Cona non si chiede un privilegio, ma qualcosa di molto più elementare: poter dormire senza attendere il prossimo allarme e senza dover scoprire, ogni notte, a che ora arriverà la prossima sveglia indesiderata.