La delibera
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di Andrea Rapino

CASALBORDINO. Sarebbe stata una scheggia proiettata dalla violenta esplosione a provocare la morte di Carlo Piscopo, il caporeparto della Arca Defense Italy deceduto giovedì 9 luglio nello stabilimento di Casalbordino. È quanto emerge dalle prime indiscrezioni trapelate al termine dell'autopsia eseguita oggi all'obitorio dell'ospedale di Chieti dal medico legale e anatomopatologo Pietro Falco.
L'esame autoptico, iniziato in mattinata e conclusosi nel tardo pomeriggio, rappresenta uno degli accertamenti più importanti dell'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Vasto per chiarire le cause dell'ennesima tragedia sul lavoro avvenuta all'interno del sito industriale specializzato nella demilitarizzazione di esplosivi e munizionamento
All'autopsia erano presenti i consulenti nominati dalle parti e i familiari della vittima. Carlo Piscopo, figura storica dell'azienda, avrebbe compiuto 59 anni il prossimo ottobre. Accanto al dolore della moglie Maria Piera e dei figli Matteo e Angelo, resta l'attesa di conoscere con precisione cosa sia accaduto nei drammatici istanti che hanno preceduto la deflagrazione.
Secondo le prime informazioni emerse dall'esame autoptico, a causare il decesso non sarebbero state le ustioni o gli effetti diretti dell'esplosione, bensì una gravissima lesione provocata da una scheggia che avrebbe colpito il lavoratore durante la deflagrazione. Saranno comunque i risultati definitivi dell'autopsia e delle consulenze tecniche disposte dalla Procura a stabilire con esattezza la dinamica della morte.
Nel frattempo prosegue l'attività investigativa. Al momento risultano sette gli indagati, tra persone fisiche e società, iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Vasto nell'ambito di un atto dovuto finalizzato a consentire la partecipazione agli accertamenti tecnici irripetibili. Le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti sono legate all'omicidio colposo e alle eventuali violazioni della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Gli investigatori stanno passando al setaccio tutta la documentazione relativa alle procedure operative adottate all'interno dello stabilimento, ai protocolli di sicurezza e alle attività che erano in corso al momento dell'esplosione. Particolare attenzione viene rivolta alla fase di lavorazione che avrebbe preceduto la deflagrazione e all'eventuale presenza di materiali esplodenti residui.
L'incidente ha riacceso i riflettori sulla sicurezza dell'impianto di Casalbordino, già segnato da altre tragedie negli ultimi anni. Un bilancio pesantissimo che continua a suscitare interrogativi e richieste di maggiore tutela per i lavoratori impiegati in un settore ad alto rischio.
Esauriti gli accertamenti medico-legali, ora si attende il nulla osta della Procura della Repubblica di Vasto. Il sostituto procuratore Silvia Di Nunzio, magistrato di turno e titolare del fascicolo d'inchiesta, dovrebbe firmare tra la serata di oggi e la mattinata di domani l'autorizzazione per la restituzione della salma alla famiglia. Dopo il rilascio del nulla osta sarà possibile fissare la data delle esequie e procedere con la sepoltura, consentendo ai familiari, agli amici e ai colleghi di dare l'ultimo saluto a Carlo Piscopo.