L'intervento
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di Stefano Recanati

PESCARA. È iniziata l'era di Antonio Buscé a Pescara, dove il nuovo tecnico è stato presentato a tre giorni dalla partenza per Campo di Giove (L'Aquila), sede del ritiro in cui la squadra preparerà dal 18 luglio al 2 agosto la prossima stagione in Serie C, con l'obiettivo di riscattare l'ultima amara retrocessione.
Il Pescara presenta il nuovo tecnico Buscè
«Arrivo in un posto dove c'è una squadra di calcio importante. Ho trovato grande entusiasmo, professionalità e schiettezza - ha esordito Buscè nella conferenza stampa andata in scena all'Ekk Hotel -. Quando qualcosa va storto nella stagione precedente, bisogna ricreare entusiasmo e si può fare solo con il lavoro e con la testa giusta. Quando sono arrivato qui e ho visto l'approccio delle persone accanto a me mi è piaciuto, un ambiente familiare in cui si parla con trasparenza e senza sotterfugi. Testa bassa e lavorare, sia i giovani che quelli più "anzianotti", perché c'è sempre tempo per migliorare. Contano i fatti e non le parole, voglio che la squadra abbia la testa libera e pulita e che lavori con impegno, sudando la maglia».
La risposta sui tanti big andati via
Così il nuovo tecnico sui tanti big andati via: «Sono dinamiche normali del calcio e del mercato. Trattenere i giocatori controvoglia è sempre un errore, perché ognuno è libero di fare il proprio percorso nella vita lavorativa. Due anni fa il Pescara ha fatto un capolavoro e alcuni giocatori sono diventati importanti grazie a quella promozione. In quella rosa non ricordo tanti "big", ma giocatori che sono cresciuti durante l'annata».
Nessuna fretta sul mercato
Tra i possibili rinforzi si parla di Langella e Mazzocchi, che aveva con sé lo scorso anno a Cosenza: «Il mercato non compete a me e non l'ho mai fatto, anche se c'è grande confronto con il presidente e il ds - ha risposto il tecnico, pungolato sull'argomento -. Questi due ragazzi li ho allenati e so che giocatori e ragazzi sono, ma la scelta va fatta sempre dopo un confronto e nel rispetto dei ruoli che è fondamentale. Se ho fretta per i rinforzi? Non c'è nessun tipo di problema, perché so quello che si andrò a fare. Partiamo per il ritiro e poi con le prime partite vedremo il da farsi. Anche quando ero calciatore poche volte ho trovato le squadre già fatte a inizio ritiro».
La squadra che ha in mente l'allenatore
Buscé ha poi parlato del Pescara che ha in mente: «Questa è una piazza devota al calcio e l'atteggiamento deve essere sempre positivo, voglio entusiasmo ed equilibrio. Già da quando lavoravo nel settore giovanile ho cercato di infondere alle mie squadre coraggio, anche se ci sono momenti del match in cui l'avversario ti costringe a fare altro. Serve umiltà, perché la partita ha diverse fasi, ma anche nel momento della sofferenza va fatto qualcosa che possa poi portarti a mettere in difficoltà gli altri. A Vibo ho fatto il 4-3-3, a Rimini il 3-5-2 con cui ho iniziato anche a Cosenza, dove poi siamo passati al 4-3-3 facendo bene. Tutto dipende dalle caratteristiche dei calciatori, ma il 4-3-3 è un modulo che consente di coprire bene il campo e divertirsi. L'importante però è dare la giusta mentalità ai giocatori».
Dall'Empoli al Delfino: la gavetta
Buscé ha poi ricordato il percorso che l'ha portato fino al Pescara: «Dopo 20 anni in un contesto come Empoli mi sono messo in gioco in D a Vibo Valentia. Era rischioso ma sapevo quello che potevo fare e da lì ho iniziato la gavetta che dopo tre anni mi ha portato in una piazza importante come questa. Una grande sfida, perché uno deve essere consapevole dove si trova. Bisogna riaccendere l'entusiasmo dopo una grande delusione. Cosa mi ha chiesto la società? Di migliorare i giocatori e ritrovare subito compattezza. Se mi accontento di partecipare? No, bisogna sempre cercare di fare qualcosa di meglio, lavorando per alzare sempre un po' di più l'asticella. Di certo non abbiamo la bacchetta magica, ma con il mio staff lavoreremo al massimo».
Il messaggio ai tifosi biancazzurri
Per finire un messaggio ai tifosi, la cui forte contestazione ha segnato il finale della passata stagione: «La medicina è il rettangolo verde. Solo con il lavoro e la dedizione si può riaccendere l'entusiasmo della gente, anche se molto poi è legato ai risultati. Il campionato è difficile e ci sarà anche qualche inciampo, ma noi dobbiamo metterci l'anima sempre e capire che siamo delle persone fortunate perché giochiamo a calcio. Quando guardo le partite in tv a volte provo invidia, perché vorrei ancora essere lì in campo. Mi sento ancora calciatore dentro il sangue e nello stomaco ed è questo che provo a trasmettere ai giocatori, fin dai tempi in cui allenavo nelle giovanili - ha concluso Buscè -. Dobbiamo sentire le farfalle nello stomaco quando ci alleniamo o giochiamo una partita».
Ufficiale l'ingaggio di Vitali: biennale
Il Pescara ha intanto ufficializzato l'ingaggio di Pablo Vitali, che ha firmato un contratto biennale. L'attaccante classe 2002 si era svincolato il 30 giugno dal Pontedera dopo aver vestito anche le maglie di Monterosi, Foggia, Campobasso e Cerignola (130 le gare tra i Pro).