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di Giancarlo Falconi

TERAMO. La conta dei danni provocati dalla violenta grandinata che a metà luglio ha colpito diverse aree del Teramano assume contorni sempre più pesanti. Secondo le prime stime diffuse dal Comune di Bellante, sono circa 1.200 le segnalazioni, per un valore complessivo che supera i 20 milioni di euro.
A rilanciare l’allarme è la Cna regionale e provinciale di Teramo, che torna a chiedere alle istituzioni, Regione in testa, un intervento concreto a sostegno delle imprese e dei cittadini colpiti dall’evento atmosferico eccezionale.
«La prima quantificazione dei danni provocati a imprese e cittadini dall’eccezionale grandinata dello scorso metà luglio conferma i timori che avevamo espresso a caldo – affermano in una nota congiunta i presidenti della Cna regionale e della provincia di Teramo, Bernardo Sofia e Alfredo Martinelli –. Torniamo così a chiedere a gran voce alle istituzioni locali, Regione in testa, di sostenere il mondo produttivo nella richiesta della dichiarazione dello stato di calamità al Governo nazionale. Attendiamo fatti, non parole e promesse».
I numeri relativi al territorio di Bellante restituiscono la dimensione dell’emergenza: 1.200 segnalazioni e oltre 20 milioni di euro di danni stimati. «Numeri che rappresentano meglio di qualsiasi parola quanto accaduto», sottolineano Sofia e Martinelli.
Per la Cna, l’eccezionalità dell’evento rende inoltre particolarmente delicata la questione delle coperture assicurative. «Si tratta di un evento davvero eccezionale – spiegano i due presidenti – che le cosiddette “polizze catastrofali” obbligatorie da stipulare con le compagnie assicurative, imposte da quest’anno alle imprese per poter accedere al diritto a sostegni pubblici, non coprono».
Da qui la richiesta di un intervento pubblico che, secondo l’associazione di categoria, diventa indispensabile per consentire alle attività danneggiate di affrontare le conseguenze economiche della grandinata.
A preoccupare ulteriormente la Cna è quanto accaduto in Consiglio regionale alla vigilia di Ferragosto. L’assemblea ha infatti bocciato lo stanziamento di 2 milioni di euro, una somma che era stata precedentemente approvata in sede di commissione consiliare e che avrebbe dovuto rappresentare un primo contributo per le persone e le imprese colpite dai danni nel Teramano.
Per Sofia e Martinelli si tratta di «un cattivo segno», soprattutto in una fase nella quale il territorio è ancora alle prese con la quantificazione delle perdite e con la necessità di individuare risorse per la ripartenza.
A questo punto, secondo la Cna, la strada da percorrere è una sola: chiedere con forza al Governo nazionale il riconoscimento dello stato di calamità, attraverso un’azione condivisa tra Regione, istituzioni locali e mondo produttivo.
«L’unica via percorribile, se davvero si vuol sostenere questo territorio al di là di rituali espressioni di solidarietà, resta soltanto la pressione convinta nei confronti del Governo per la dichiarazione dello stato di calamità – concludono Sofia e Martinelli –. Un obiettivo che ci auguriamo sia perseguito di concerto tra istituzioni e mondo delle imprese con forza, determinazione e soprattutto rapidità».